Cerume: cos'è, a cosa serve e come si forma nell'orecchio

Sostanza dall’aspetto non troppo gradevole, il cerume che si forma nel condotto uditivo è in realtà un composto prezioso per la salute delle orecchie. Almeno finché non si accumula in modo eccessivo, formando un tappo di cerume e relativi disturbi. Ecco da che cosa è composto e qual è la sua funzione.

Il cerume che si forma nelle orecchie è percepito come un materiale inutile e un po' sgradevole, da eliminare periodicamente. In realtà, proprio come tutte le altre secrezioni del corpo, il cerume svolge ruoli ben precisi ed è importante per mantenere le orecchie sane e, strano a dirsi, pulite.

In genere, ci si accorge della presenza di questo composto soltanto durante le operazioni di detersione anche quotidiana delle orecchie o, peggio, quando il suo accumulo eccessivo determina un fastidio, come la sensazione di testa “ovattata”, acufeni o un vero e proprio calo uditivo, oppure quando si associa a dolore (otalgia), infiammazione o a un’infezione batterica a livello del canale uditivo.

Vediamo più nel dettaglio da che cosa è composto il cerume, come si forma e quando può diventare un problema per la salute delle orecchie.

Il cerume ha una consistenza più o meno densa e viscosa a seconda delle persone e delle circostanze, è di colore giallognolo o arancione, ma con tonalità che possono arrivare fino al marrone o al nero, quando è particolarmente “secco” e compatto oppure “contaminato” da particelle e sporcizia penetrate nel canale uditivo dall’ambiente esterno.

È composto da una miscela di sostanze di natura molto differente tra loro e dotate di specifiche proprietà.

Una prima componente è rappresentata dalle secrezioni grasse e oleose delle ghiandole sebacee presenti nella pelle che riveste la parte esterna del canale uditivo, ossia quella che si apre al centro del padiglione auricolare e che serve per convogliare i suoni verso il timpano.

Nella stessa area sono presenti anche altre ghiandole, denominate ghiandole ceruminose, che producono secrezioni utili sia ad ammorbidire il cerume, rendendolo più umido, sia a proteggere l’orecchio esterno dall’aggressione di svariati agenti patogeni, poiché contengono sostanze in grado di uccidere batteri e funghi.

La terza componente del cerume è, in realtà, quella prevalente ed è rappresentata dalle cellule “morte” che si sfaldano costantemente dalle pareti del condotto uditivo esterno. Come tutte le cellule degli strati superficiali della cute, queste cellule “morte” sono costituite principalmente da cheratina.

Complessivamente, quindi, il cerume è costituito per la maggior parte da cheratina, in parte da un mix di sostanze grasse e in minor parte da colesterolo, oltre a una quota variabile di acqua, sali minerali, pigmenti e sostanze attive antimicrobiche.

Probabilmente, poche persone, salvo gli addetti ai lavori, sono a conoscenza dell’esistenza di due tipologie geneticamente distinte di cerume: quello “secco” e quello “umido”. Il primo è caratteristico delle popolazioni dell’Est asiatico e dei nativi americani. Il secondo è prevalente nelle popolazioni di origine africana ed europea.

Oltre al diverso contenuto di acqua e alla maggiore o minore viscosità conseguente, il cerume “secco” si differenzia da quello “umido” per il colore, che è tendente al grigiastro.

Per quanto possa sembrare strano, considerato l’impegno che molti spendono in laboriose operazioni di detersione quotidiana, le orecchie sono organi “autopulenti”, quantomeno per quel che concerne il condotto uditivo esterno. E il cerume è un elemento chiave di questo sistema di “autolavaggio”.

Più precisamente, il sistema di detersione del canale uditivo si basa sul graduale sfaldamento delle cellule più superficiali dell’epidermide che ne riveste le pareti e dalla loro costante migrazione verso l’esterno.

In questo movimento, le cellule trascinano con sé le secrezioni delle ghiandole ceruminose che, a loro volta, grazie alla consistenza viscosa e appiccicosa, facilitano la fuoriuscita di altre particelle organiche da eliminare, detriti (polveri, pelucchi, sporcizia ecc.) e liquidi (per esempio, minime quantità di acqua della doccia o della piscina) entrati accidentalmente nel condotto uditivo, nonché eventuali batteri e funghi potenzialmente patogeni.

Questa migrazione è promossa anche dall’apertura e dalla chiusura della bocca, in quanto i movimenti della mandibola e della mascella, causando vibrazioni e oscillazioni all’interno del canale uditivo, facilitano lo spostamento del cerume verso l’esterno.

La costante presenza di una certa quota di questo materiale nel canale uditivo non è però soltanto “normale”, ma addirittura necessaria per la lubrificazione delle pareti.

La produzione di cerume è generalmente maggiore nei bambini, mentre inizia a diminuire dopo la pubertà, mantenendosi poi abbastanza costante durante l’età adulta, ma in modo variabile da persona a persona. Finché il fisiologico processo di produzione del cerume avviene con la giusta intensità l’orecchio riesce a mantenersi pulito e sano in modo autonomo, supportato dal semplice lavaggio quotidiano del padiglione auricolare, con acqua e un detergente delicato, usando le dita o un fazzolettino di cotone. Quando invece la produzione aumenta superando la velocità di fuoriuscita di cerume (iperproduzione di cerume) si possono formare accumuli, potenzialmente fastidiosi o dannosi per la salute delle orecchie. In questi casi è bene intervenire attivamente per rimuoverlo, autonomamente oppure con l’aiuto del medico o dell’otorinolaringoiatra. L’accumulo di cerume può infatti determinare la formazione di “tappi” compatti che possono arrivare a compromettere l’udito in modo significativo, in particolare quando il cerume si accumula sul fondo del canale uditivo, aderendo alla membrana timpanica e ostacolandone le vibrazioni che consentono la percezione dei suoni che dall’esterno giungono al cervello attraverso il nervo acustico. Anche una quantità di cerume relativamente modesta può causare un calo uditivo quando una piccola quantità di liquido entra accidentalmente nel condotto uditivo esterno. Il cerume, infatti, essendo una sostanza igroscopica, assorbe rapidamente l’acqua, rigonfiandosi in modo significativo e occupando tutto lo spazio disponibile. È quello che capita quando una persona con piccoli depositi di cerume o un tappo che fino a quel momento non ha causato alcun sintomo, si tuffa in mare o in piscina e, dopo un dolore acuto e un sibilo improvvisi, ha un calo significativo dell’udito. In questi casi, non ci si deve spaventare, ma rivolgersi al medico, al pediatra o al farmacista per farsi consigliare un metodo appropriato per eliminare il tappo: una volta tolto, tutto tornerà normale.
  • Dermatiti con eccessivo sfaldamento delle cellule che rivestono il canale uditivo
  • Produzione di cerume particolarmente viscoso e compatto
  • Uso di apparecchi acustici (che rallentano il deflusso del cerume)
  • Uso abituale di tappi per le orecchie per molte ore (per esempio, di notte)
  • Scarsa pulizia dell’orecchio: uso di cotton fioc per la detersione del condotto uditivo esterno

I primi sintomi che devono far pensare a un accumulo di cerume comprendono:
– la sensazione di orecchio “tappato”
– il prurito all’interno del condotto uditivo.

Se si nota qualcosa che non va è sempre buona norma rivolgersi al proprio medico o a uno specialista.

Una volta individuato, il tappo di cerume può essere eliminato in autonomia attraverso l’applicazione locale di farmaci in gocce per ammorbidire e sciogliere il tappo a base di sostanze ad azione solvente ed emolliente, come per esempio dimetilbenzene e olio di mandorle: per applicarle correttamente è necessario

inclinare la testa e inserire le gocce nell’orecchio da trattare, rimanendo in questa posizione per circa 5-10 minuti, per poi lavare l’orecchio con acqua tiepida.

Qualora i sintomi persistano, è necessario rivolgersi all’otorinolaringoiatra, che solitamente procede utilizzando un sistema di aspirazione oppure eseguendo l’irrigazione del condotto uditivo con acqua tiepida con una siringa senza ago.

In un’ottica di prevenzione, si possono utilizzare spray contenenti una soluzione isotonica di acqua di mare. Si tratta di prodotti che favoriscono la rimozione dell’eccesso di cerume ed eventuali ristagni di acqua, utili nei soggetti con una iperproduzione di cerume, in chi pratica sport acquatici e nei portatori di apparecchi acustici.

Un errore da non commettere è cercare di rimuovere meccanicamente il tappo di cerume con cotton fioc, bastoncini, spatoline o pinzette: oltre ad avere raramente successo, operazioni di questo tipo rischiano di causare lesioni al condotto uditivo e, soprattutto, alla membrana timpanica.

Per il ricorso ad altri rimedi per eliminare il cerume, come per esempio l’inserimento nel canale uditivo di acqua ossigenata. È meglio prima aver contattato un medico.

Nel caso in cui a presentare i sintomi tipici di un tappo di cerume sia un bambino, è sempre necessario sottoporlo alla visita di uno specialista in pediatria. Nei più piccoli, infatti, questi sintomi possono essere causati, oltre che dall’accumulo di cerume, anche da un’infiammazione dell’orecchio (otite), molto comune in caso di influenza o raffreddore.

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